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DETERMINAZIONE DEL CARBONIO ORGANICO TOTALE |
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Il carbonio può essere presente nelle acque sotto forma di
specie inorganiche (carbonati, bicarbonati e anidride carbonica)
e di composti organici che si distribuiscono tra fase disciolta
e sospesa.
Nelle acque naturali le sostanze organiche sono
prevalentemente costituite da acidi fulvici e umici. La
formazione di trialometani nelle acque destinate al consumo
umano in seguito ai trattamenti di disinfezione con composti a
base di cloro è funzione, oltre che di altri parametri, della
concentrazione del carbonio organico presente nelle acque. Il
carbonio totale (TC) presente nelle acque risulta dalla somma
del carbonio inorganico totale (TIC) e di quello organico (TOC)
presente nelle due fasi.
Il carbonio organico disciolto (DOC) rappresenta la frazione
organica di carbonio che passa attraverso una membrana filtrante
da 0,45 um, mentre il carbonio organico sospeso o particolato
(POC) rappresenta la frazione trattenuta dalla membrana. La
somma di queste due frazioni dà il carbonio organico totale
(TOC). Sono anche determinati cianati, carbonio elementare e
tiocianati. Infine il carbonio organico volatile (VOC)
costituisce quella frazione di carbonio che può essere rimosso
dall'acqua mediante strippaggio con gas in determinate
condizioni. Con la sigla NPOC (not purgeable organic carbon), si
intende la frazione non volatile di carbonio organico.
Una sintesi delle definizioni è riportata nella
tabella 1
.
Tab. 1 - Definizioni utilizzate per indicare le diverse specie di
carbonio presenti nelle acque
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Specie di carbonio
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Acronimi
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Carbonio totale
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TC = TIC + TOC
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Carbonio inorganico
totale
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TIC
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Carbonio organico
disciolto
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DOC
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Carbonio organico
particolato
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РОС
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Carbonio organico totale
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TOC = DOC +
РОС
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Carbonio organico
volatile
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VOC
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Carbonio organico -
frazione non volatile
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NPOC
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La determinazione del carbonio come indice di
sostanza organica è, tra l'altro, indipendente dallo stato di
ossidazione di quest'ultima ed inoltre non comprende specie inorganiche
che invece possono contribuire alla richiesta di ossigeno espressa dal
BOD e dal COD. Il valore riscontrato è una misura aspecifica, dato che
non identifica la natura chimica delle sostanze presenti.
Un aspetto importante da affrontare per una
corretta determinazione del carbonio organico è quello del bianco. In
analisi strumentali di questo tipo, il bianco risulta da due diversi
contributi,
quello dell'acqua ultrapura utilizzata per la calibrazione dello
strumento e quello strumentale connesso con il tipo di apparecchiatura
e, in particolare, del catalizzatore impiegato. Solo il secondo
contributo è effettivamente da sottrarre alle misure sperimentali, ma in
pratica è molto difficile distinguere i due contributi, per cui si
finisce con il sottrarre il bianco complessivo.
1. Campo di applicazione
La procedura analitica viene utilizzata per acque
sorgive, di falda, di fiume e di lago e per acque destinate o da
destinare al consumo umano.
L'intervallo di concentrazioni misurabile è variabile in funzione delle
condizioni sperimentali (tipo di apparecchiatura impiegata, aliquota di
campione introdotta), generalmente da 0,1 a lOOmg/L.
Il limite di rivelabilità del metodo è funzione
sia del tipo di trattamento del campione (1 -Ossidazione a umido con
persolfato e UV; 2 - Combustione /rivelazione all'infrarosso non
dispersivo di gas), sia dell'evoluzione tecnologica delle
apparecchiature in uso; pertanto questo può venire compreso in un campo
di 1 - 0,005 mg/L C.
2. Principio del metodo
Un'aliquota del campione in esame, opportunamente
trattata in funzione del tipo di carbonio da analizzare, viene
introdotta nell'apparecchiatura dove il carbonio presente viene ossidato
a C02.
Il trattamento può avvenire mediante ossidazione
ad umido con persolfato e radiazioni ultraviolette oppure mediante
ossidazione catalitica ad alta temperatura.
Il campione di acqua, diluito e ben omogeneizzato
se necessario, viene iniettato, di solito mediante autocampionatore,
nell'apposita apparecchiatura. La C02 formatasi per
ossidazione del carbonio, viene trascinata per mezzo di un opportuno gas
di trasporto, ad un apposito rivelatore dove viene determinata. Di
solito è impiegato un rivelatore infrarosso non dispersivo (NDIR) che
rivela la C02. Il rivelatore invia un segnale analogico che
genera un picco la cui area è determinata da un integratore.
Il metodo consente di impiegare un microcampione
di acqua (50-200 uL) e di eseguire il dosaggio con rapidità e
possibilità di automazione.
Attraverso un sistema di misura del segnale
prodotto dal campione in esame, corretto del contributo del bianco, si
ricava la concentrazione del carbonio organico o totale mediante
confronto con una curva di calibrazione ottenuta con soluzioni acquose
di riferimento a concentrazione nota di carbonio organico.
3. Interferenze e cause di errori
Le maggiori interferenze possono essere
rappresentate dalla presenza in alcune acque di anidride carbonica in
concentrazione elevata e bicarbonati, sostanze che devono essere
totalmente eliminate prima di procedere alla determinazione del carbonio
organico. Nelle acque naturali, infatti, il carbonio inorganico è
superiore di un fattore 20 circa rispetto all'organico, per
cui anche piccole tracce residuali di inorganico
dell'ordine dell'1% possono comportare un errore significativo nella
determinazione del carbonio organico.
Le operazioni di omogeneizzazione del campione,
soprattutto in presenza di un innalzamento della temperatura, possono
determinare una perdita di sostanze organiche volatili. L'eliminazione
del carbonio inorganico mediante acidificazione e allontanamento della
C02 con un gas inerte può provocare un'ulteriore perdita di
sostanze organiche volatili. In questo caso la misura del carbonio
organico si riferisce alla sola frazione non volatile (not purgeable
organic carbon, NPOC). Si può comunque notare che in molte acque
superficiali e sotterranee la frazione volatile fornisce un contributo
trascurabile al carbonio organico totale.
La filtrazione del campione, operazione necessaria
per eliminare il materiale sospeso, può comportare un aumento o una
diminuzione del DOC, in funzione delle proprietà fisiche dei composti
del carbonio e dell'eventuale adsorbimento o desorbimento di materiale
carbonioso. E' opportuno valutare il contributo al DOC dovuto al filtro
analizzando un bianco di filtrazione.
Fonti di contaminazione possono derivare dai
reagenti, dalla vetreria, dai materiali plastici utilizzati. Tutto il
materiale dovrà essere opportunamente testato prima dell'uso.
Quando si effettua il trattamento mediante
ossidazione ad umido con persolfato e radiazioni ultraviolette, gli ioni
cloruro nella misura dello 0,1 % interferiscono nella misura per
inibizione dell'ossidazione delle sostanze organiche in quanto vengono
ossidati a cloro.
4. Campionamento e
conservazione dei campioni
Prelevare i campioni di acqua in
bottiglie di vetro scuro o in contenitori di polietilene ad alta
densità. Contenitori di altro materiale plastico possono essere
utilizzati dopo aver attentamente verificato che non rilascino sostanze
contenenti carbonio.
Acidificare il campione con acido fosforico a pH
inferiore o uguale a 2 nel caso in cui si presuma che possa essere
presente attività biologica.
Se si presume la presenza di composti organici
volatili, effettuare la determinazione senza acidificare entro 8 dal
campionamento. Riempire completamente il contenitore.
Trasportare il campione in borse refrigerate. Il
campione può essere conservato al massimo per 48 ore se mantenuto a 4 ±
2 °C in recipienti di vetro o polietilene riempiti completamente.
Per la determinazione del carbonio organico
disciolto (DOC), i campioni di acqua vengono filtrati immediatamente
dopo il prelievo su filtri in fibra di vetro e, solitamente, vengono
scartati i primi 20-30 mL di campione per condizionare il sistema.
Per la determinazione del carbonio organico totale
(TOC), il campione deve essere analizzato tal quale, senza procedere a
filtrazione. Se esso non è omogeneo, occorre omogenizzarlo mediante
agitazione o con l'uso di ultrasuoni.
I campioni devono essere conservati a bassa
temperatura, al riparo della luce e dell'aria, onde prevenire fenomeni
di decomposizione batterica e di ossidazione. Il campione può essere
conservato per varie settimane mantenuto a temperature fra -15 °C e -20
°C.
5. Apparecchiature
5.1.
Normale attrezzatura da laboratorio
Tutta la vetreria e
i contenitori di materiale plastico dovranno
essere preventivamente trattati secondo le modalità indicate al punto 4.
"Campionamento e conservazione del campione".
La vetreria graduata
utilizzata per l'esecuzione di questa analisi deve avere una precisione
almeno equivalente alla classe "B", preferibilmente alla classe "A".
5.2.
Miscelatore
Può essere
utilizzato un miscelatore a sbattimento o un
omogeneizzatore
5.3.
Agitatore magnetico
Dotato di
ancorette in teflon
5.4.
Microsiringhe
Devono
essere utilizzate microsiringhe per iniettare volumi fino a 1000 uL
5.5.
Filtri
Per l'eventuale
filtrazione dei campioni utilizzare filtri con micropori da 0,45 um,
costituiti da fibre di vetro o da altro
materiale compatibile con il pH della soluzione in esame. Vengono
scartati i primi 20-30 mL di campione per
condizionare il sistema.
5.6.
Analizzatore di carbonio organico totale
Gli apparecchi più
utilizzati impiegano la tecnica della combustione con sistema di
rivelazione all'infrarosso non dispersivo. In alternativa, oltre alla
digestione ad umido con persolfato, esistono in commercio strumenti
dotati di rivelatori a ionizzazione di fiamma in grado di determinare il
metano prodotto dalla reazione di conversione della C02.
6. Reagenti
Tutti i reattivi devono essere di grado ultrapuro
per analisi in tracce.
6.1. Acqua ultrapura
Utilizzare l'acqua,
esente da C02 per la preparazione dei bianchi, delle soluzioni di
riferimento e di lavoro e per il risciacquo finale della vetreria,
avendo cura di evitare al massimo il contatto con l'aria.
6.2. Acido
cloridrico
Deve essere
utilizzato acido cloridrico concentrato (d=l,19)
6.3.
Soluzione concentrata di riferimento contenente 1000 mg/L di carbonio
organico
Sciogliere 0,2125 g di
ftalato acido di potassio (C8H5K04) in
acqua (6.1) e portare a volume in matraccio tarato da 100 mL.
Acidificare con HC1 (6.2) fino a pH=2 e conservare in recipiente ben
chiuso, al buio e a 4 ± 2 °C. La soluzione è stabile per circa due mesi.
6.4.
Soluzione diluita di riferimento contenente 10 mg/L di carbonio organico
Trasferire 10 mL di
soluzione di riferimento concentrata (6.3) in un matraccio tarato da
1000 mL, diluire a volume con acqua e omogeneizzare. Conservare in
recipiente ben chiuso, al buio e a4±2°C.
6.5.
Sodio persolfato soluzione
Come
previsto dal manuale operativo dello strumento
6.6. Acido
fosforico
Deve
essere utilizzato H3P04 85% m/m
6.7. Aria
purissima, esente da CO2 e idrocarburi
Caratteristiche a
seconda delle necessità dell'apparecchiatura utilizzata per l'analisi.
Il controllo della linea di base strumentale consente di verificare la
purezza dell'aria.
7. Procedura di misura
7.1 - Operazioni
preliminari
Le differenze tra le
varie apparecchiature disponibili non consentono una codificazione
dettagliata di istruzioni adatte ad ogni tipo di strumento. Quindi, per
l'attivazione e la predisposizione dell'apparecchio al funzionamento
attenersi alle indicazioni riportate nel manuale dello strumento che
indica, di norma, anche le condizioni più appropriate per l'esecuzione
delle analisi.
Il volume di campione da
iniettare nel tubo di combustione è variabile a seconda della capacità
del tubo stesso e della quantità di carbonio da dosare.
7.1.
Calibrazione
Preparare la curva di
calibrazione all'inizio di ogni ciclo analitico utilizzando soluzioni di
lavoro in numero sufficiente a garantire una corretta interpolazione
delle concentrazioni misurate. Le concentrazioni delle soluzioni di
lavoro saranno scelte all'interno del campo di linearità dello
strumento, nell'intervallo di valori atteso per i campioni. Ad esempio,
lavorando in un campo di misura fra 0 e 5 mg/L C, preparare le seguenti
soluzioni: 0,25 - 0,5 - 1,0 - 2,0 -3,0 - e 5,0 mg/L C diluendo
opportunamente aliquote della soluzione diluita di riferimento 6.4.
Verificare ad intervalli
regolari la validità della curva di calibrazione inserendo, in una serie
di campioni, l'analisi di un bianco e di una soluzione di lavoro.
Iniettare a turno
un'aliquota delle soluzioni di lavoro nel tubo di combustione e
registrare la risposta relativa alla C02 prodotta. Effettuare
almeno tre repliche per ogni soluzione da analizzare. Costruire la curva
di calibrazione riportando in ascissa le concentrazioni di carbonio
organico in mg/L e in ordinata le aree dei picchi corrette del valore
ottenuto da un bianco di acqua (6.1) sottoposta alla stessa procedura
delle soluzioni di lavoro.
La curva di calibrazione
può essere ottenuta direttamente se si dispone di un sistema di
elaborazione dati collegato all'apparecchio analizzatore.
7.2. Dosaggio
del campione
Iniettare il campione
nel tubo di combustione adottando le stesse condizioni operative
utilizzate per la curva di calibrazione.
Per quanto riguarda
l'eliminazione del carbonio inorganico prima dell'analisi, gli strumenti
consentono di aggiungere automaticamente acido cloridrico concentrato
(6.2) per avere un pH inferiore a 2. In queste condizioni i carbonati e
i bicarbonati vengono trasformati in C02 che viene
allontanata dalla soluzione facendo gorgogliare un gas, aria purissima
(6.7) o altro gas esente da C02 e idrocarburi, per il tempo
necessario. Altri strumenti determinano la concentrazione del TOC
sottraendo la concentrazione del carbonio inorganico (TIC) dalla
concentrazione del carbonio totale (TC).
8. Calcoli ed espressione dei
risultati
Il valore medio dell'area del picco, corretto del
valore del solo bianco strumentale o del bianco complessivo (bianco
dell'acqua + bianco strumentale) qualora non sia possibile distinguere
tra i due contributi, consente di ricavare dalla curva di calibrazione
(7.1) i mg/L di carbonio organico totale (TOC) nel campione in esame.
9. Precisione e accuratezza
Al presente non vengono indicate precisione ed
accuratezza del metodo.
BIBLIOGRAFIA
-
APHA - Standard Methods for
the Examination of Water and Wastewater -
American Public Health Association, American Water Works
Association, 20th Ed., Washington, D.C., 2000.
-
UNI EN 1484:1999 -
Linee guida per la determinazione
del carbonio organico totale (TOC) e del
carbonio organico disciolto (DOC).
-
APAT-IRSA CNR Metodi analitici per le acque
Met. 5040 Man. 29/03: 2003.
-
Metodi analitici ufficiali per le acque destinate
al consumo umano ai sensi del D.Lgs. 31/2001 Dipartimento di
Ambiente e Connessa Prevenzione Primaria Reparto di Igiene delle
Acque Interne
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